trovare lavoro-legami deboli

Trovare lavoro: la forza del capitale delle reti deboli

 La forza delle reti deboli

La scoperta di questo sociologo non è l’ultima trovata ma è degli anni 70.
Ne parla Reid Hoffman cofondatore di Linkedin nel libro “The Start-Up of You: Adapt to the Future, Invest in Yourself, and Transform Your Career”

Negli anni ’70 il sociologo americano Granovetter fece un sondaggio fra i professionisti che avevano da poco cambiato lavoro per capire come lo avevano trovato.
Curiosamente Granovetter scoprì che la maggioranza aveva trovato un nuovo lavoro proprio grazie a conoscenti( ‘gli amici degli amici’).Detto in linguaggio sociologico questi conoscenti indiretti sono chiamati’legami deboli’

Perché succede questo?
Ognuno di noi è connesso a vari tipi di cerchie di persone per vari motivi. familiari,professionali,passioni in comune,cause umanitarie,interessi…

in cerca di…cerchie

Vediamo in generale quali tipi di cerchie costituiscono il nostro capitale sociale

1 il cerchio di specchi
Le persone che conosciamo bene e frequentiamo normalmente hanno in comune con noi qualcosa: alcuni aspetti sul modo di vedere la vita, il lavoro,sullo stile di vita… ed è proprio quel qualcosa che crea una barriera e limita le opportunità e la possibilità di spaziare in nuovi campi e creare nuovi e insoliti mix professionali,culturali,creativi…

2 il cerchio insolito
Più ci mescoliamo con gente con storie percorsi, background diversi,esperienze lontane dal nostro modo di vedere e sentire,con un tipo di lavoro di cui non sappiamo un’acca
più creiamo quelle connessioni insolite che fanno scattare la classica lampadina.
I network più estesi offrono una grande varietà di informazione e di contatti sociali, garantiscono maggiore supporto e, al contempo,

Ecco un articolo sul tema del quotidiano La stampa del 2013
Network più estesi (i Social Media aiutano a superare la barriera di 150, ipotizzata da Dunbar) con molti legami deboli e diversificati, che connettono le persone a molti ambienti sociali differenziati, apportano ulteriori vantaggi, intesi come «beni relazionali»: secondo tale interpretazione il concetto di bene equivale a quello anglosassone di good quando viene riferito a una «entità concreta» che viene scambiata e circola tra le persone e i gruppi sociali, ma che non si identifica con una merce.

le reti deboli per trovare lavoro

A livello professionale ci sono due cerchie
1 quelli su cui contare
quando vuoi sfogarti per una ingiustizia o il capo rompe oppure hai una idea per un progetto
sai con chi parlare e a chi confidarti certo di essere non solo capito ma anche aiutato moralmente e magari in concreto.
In media questa cerchia è ristretta perché non con tutti si trova quella sintonia che ci fa accettare critiche,suggerimenti e quel parlare schietto di cui ognuno di noi ha spesso bisogno.

2 i conoscenti
questa cerchia è proprio quella che viene definita ‘dei legami deboli’.
Sono quelle persone con cui siamo in contatto di tanto in tanto,che abbiamo incontrato a un evento,a un corso,vecchi compagni di scuola,colleghi della azienda che abbiamo lasciato.. e alle quali potremmo chiedere un favore ma senza esagerare perché non abbiamo poi tanta confidenza.

Quanti legami del genere si possono mantenere?
Dipende dal carattere.Se sei un estroverso
e hai facilità a conoscere gente la tua cerchia potrebbe essere abbastanza grande sia virtualmente che nella realtà.
Se invece sei riservato o un introverso la faccenda è diversa.
Il mantra degli introversi è pochi..ma buoni

In questo i social posso darci un grosso aiuto per conoscere nuove realtà a livello globale.

Due parole su Linkedin
Se sei su Linkedin per far conoscere il tuo lavoro o per trovarlo le persone che fanno parte della tua rete sono chiamate collegamenti. La tua rete è costituita dai tuoi collegamenti di 1°, 2° e 3° grado il grado è segnalato da una icona vicino al nome della persona
Su Linkedin avrai molti collegamenti di persone che conosci solo virtualmente o che hai incontrato poche volte,italiane o di altri Paesi.
Questi contatti sono basati su contenuti,conversazioni,condivisioni,interessi comuni,settori professionali simili….

puoi trovare quello che cerchi in  3 mosse
Oltre ai 3 gradi della rete di Linkedin esiste anche un principio detto dei “6 gradi di separazione” di Stanley Milgram un socilogo che nel 1967 dopo vari esperienti concluse che su Internet una persona sconosciuta può essere rintracciata attraverso solo sei passaggi tramite il «passaparola»
Una ricerca della università Statale di Milano di pochi anni su Facebook ha ridotto a meno di 5 i passaggi e a 3 passaggi se la persona vive nella stessa nazione

Tante volte un collegamento o chi ti chiede di entrare nella tua rete può sembrarti di poco conto se stai cercando lavoro o sei un libero professionista.

il mio parere?
Personalmente credo nella sincronicità e nel detto’ il caso non esiste’ e spesso ho avuto ragione.
Molti agganci di lavoro,suggerimenti utili sono arrivati proprio attraverso contatti indiretti.
Se stai cercando un lavoro o vuoi cambiarlo uno dei tuoi contatti può segnalarti una opportunità
o darti una dritta di come fare l’ufico del personale o la responsabile HR

Se vuoi tenerti la porta aperta è superimportante tessere una rete forte coltivando in primis i contatti
che hai già leggendo quello che scrivono,commentando e facendo tesoro di tutte quelle idee
diverse dalle tue,dalle scoperte alle critiche

in pratica

per costruire il tuo “capitale social” fatto di rapporti di fiducia,reputation,cooperazione,
supporto e aiuto reciproco,scambio di info…e implementarlo devi investire del tempo
E’ un investimento a lungo termine ma che produce ottimi risultati
Il modo migliore è aprire un profilo su LinkedIn e connettersi a persone che operano nel tuo campo,iscriverti ai gruppi di interessi affini ai tuoi e partecipare alle discussioni

il libro di Granovetter
La forza dei legami deboli e altri saggi Editore: Liguori

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